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Angioplastica percutanea coronarica con palloncino e/o stent.

Trattamento Angina Pectoris e Infarto Miocardico Acuto.

 

L’angioplastica coronarica è una procedura mini-invasiva che ha la funzione di sbloccare e rendere pervi vasi sanguigni che risultano ostruiti e stenotici (ristretti) per una qualche ragione, come per la presenza di un trombo, in un contesto più spesso di infarto miocardico, o di un esuberante processo aterosclerotico della parete, più di frequente associata clinicamente all'angina pectoris (dolore toracico).

 

Trattamento del forame ovale pervio (FOP) patogeno causa di ictus cerebri.

 

Il forame ovale pervio (PFO) è una anomalia cardiaca che può causare emicrania, ictus o ipossia.

 

 

Denervazione delle arterie renali nei casi di ipertensione arteriosa resistente ai farmaci.

 

La denervazione renale è un trattamento che ha come finalità quella di migliorare il controllo della pressione arteriosa, che proporziona una diminuzione non solo della pressione sanguigna, ma anche a ridurre l'iperattività del sistema nervoso simpatico. La procedura viene eseguita sotto sedazione e in regime di ricovero in ospedale.

 

 

Chiusura dell'auricola di sinistra (LAAC) nei pazienti con alto rischio di sanguinamento e fibrillazione atriale (FA).

 

La fibrillazione atriale è l’aritmia più comunemente riscontrata nella pratica clinica e rappresenta un importante fattore di rischio di stroke cardioembolico. I pazienti affetti da FA hanno un rischio 5 volte più alto di stroke: più dell’87% degli stroke, infatti, sono tromboembolici. Ad oggi, il trattamento più efficace per la prevenzione dello stroke è la terapia anticoagulante, con una ormai approvata efficacia ma non esente da rischi collaterali descritti abbondantemente in letteratura (rischio emorragico, ecc.).

Evitare l'ictus cerebri dovuto a trombi che si formano all'interno del cuore, in contesto di tromboembolia cardiaca nei pazienti affetti da FA - fibrillazione atriale è l’obiettivo dell’intervento di chiusura percutanea dell’auricola sinistra, procedura che oggi rappresenta una valida e promettente opzione terapeutica in quei pazienti che, per svariati motivi, non possono assumere la terapia anticoagulante o sono ad alto rischio di sanguinamento. 

 

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